Turismo e Cultura
Luoghi di Culto
Le paure di un popolo preso spesso d’assalto, le speranze nei periodi di siccità, le preghiere durante le epidemie e la ricchezza di un popolo che ha trasformato in arte la necessità, si rispecchiano in una spiritualità viva che ha dato origine a splendidi luoghi di culto dall’atmosfera mistica.Chiesa di San Rocco
La Chiesa di San Rocco fu eretta dai superstiti della grande pestilenza del 1656, in onore del santo che aveva liberato il paese dall’epidemia. Infatti il 14 luglio di ogni anno, giorno della festa di San Rocco, secondo l'antico statuto, i membri della Congregazione dell'Annunziata eleggevano il Priore e gli “Officiali”, in omaggio “di detto santo per l'antica protezione implorata contro la peste”.La chiesa è nata intorno a uno dei torrioni della cinta muraria, accanto alla Porta di S. Rocco, importante ingresso dell’antico borgo fortificato. La semplicità delle fattezze esterne, con una facciata “a vela” rettangolare ornata soltanto dai rilievi del portale e delle finestre, si rispecchia nell’ambiente interno con un altare in legno scolpito con decorazioni in oro, originariamente adornato da pregevoli statuette, poi trafugate.
Fuori dalla chiesa c'era una grande pietra, oggi distrutta, venerata dai Castellani e utilizzata come sacro garante per i prestiti in denaro.
Chiesa della Madonna del Suffragio
La Chiesa della Madonna del Suffragio, della prima metà del XV secolo, era la sede della “Compagnia delle Anime del Suffragio”, fondata nel 1685. La Confraternita raccoglieva i più ricchi proprietari ovini del paese che, con lasciti e donazioni, resero possibile la realizzazione delle preziose opere d’arte. La chiesa è stata sempre legata ai ritmi del mondo pastorale, infatti, il 2 luglio, quando i pastori transumanti tornavano in paese, la seicentesca statua della Madonna del Suffragio veniva portata in processione nella chiesa di S. Marco Evangelista. L’8 settembre poi, prima della partenza per la Puglia, i pastori riportavano la statua nella sua dimora abituale.Nella stessa chiesa avevano luogo anche le Quarant’ore che rappresentavano l'atto di purificazione prima della partenza per il Tavoliere delle Puglie e l'occasione per chiedere una protezione particolare per sé, per la famiglia e per le greggi.
La struttura ha una vasta sala rettangolare a navata unica che prosegue in un'ampia sacrestia, sovrastata dall’oratorio. Il campanile è stato aggiunto al corpo centrale nel 1834 e le campane nel 1837. L’interno è caratterizzato da una decorazione in stucco di epoca barocca che orna le cornici delle finestre e gli archi che si aprono lungo le pareti dell’edificio. L’altare maggiore, in legno scolpito e dorato, è uno degli esempi più rilevanti di manifattura lignea dell'intera regione. È fiancheggiato da eleganti colonnine binate che sorreggono le statue della Fede e della Speranza. Una Gloria di angeli dorati, circonda il dipinto centrale con la Madonna del Suffragio. In alto, all’interno di una nicchia, si conserva un'antica statua della Vergine, vestita con il tipico costume castellano. Splendidi sono anche gli altari laterali, tutti ricoperti in oro zecchino. Quello dedicato a S. Giovanni Battista conserva un pregevole dipinto del santo, eseguito verso il 1585 da Bernardino di Lorenzo di Monaldo, fiorentino, su richiesta del principe Francesco Antonio dei Medici. Nella chiesa si può ammirare anche un magnifico organo dorato del 1508.
Chiesa Matrice di S. Marco
La Chiesa Matrice di S. Marco è la più antica e dall’alto domina tutto il paese. Nata probabilmente come cappella annessa al castello, dall’originale impianto rettangolare a navata unica, nel ‘400 è diventata a tre navate, con una grande cupola nascosta all’esterno dal tiburio e dalla torre campanaria. Due porte laterali sostituiscono dal XVII secolo l’antico ingresso della chiesa che si apriva all’interno dell’antico Ricetto, in corrispondenza della torre.Un insieme di stili differenti caratterizza l’ambiente interno, arricchito dai fasti dei quattordici altari laterali, quasi tutti in pietra, commissionati delle famiglie più ricche del paese tra il XV e il XVI secolo.
L’altare del Rosario, del XII secolo, a sinistra della conca absidale, porta ai due lati lo stemma del paese, fu quindi forse eretto a spese dell’"Università" di Castel del Monte. Nelle nicchie ci sono S. Francesco e S. Antonio. Di notevole fattura è La Natività, dipinto del XVI secolo. L'altare della Concezione a destra della conca absidale, del 1589, rappresenta un raffinato lavoro d'intaglio che risente dell'influenza del barocco napoletano. Era l'altare della Congregazione della Concezione. A lato c'era uno splendido trittico di cartapesta dedicato alla Vergine del Rosario, l'opera è stata trafugata negli anni Ottanta. Dell’antica struttura è rimasta però l'Annunciazione, un bassorilievo del 1508. L'altare centrale originario, sostituito poi nel 1858, il pulpito, opera del periodo barocco e l'organo sovrastante il fonte battesimale, del XVI secolo, sono magnifici esempi di arte in legno intagliato e dorato, opera di sapienti maestri artigiani.
Chiesa di Santa Caterina
Passeggiando verso la piazza centrale, nei pressi del vecchio Municipio, s’incontra la piccola Chiesa di Santa Caterina, un tempo sede della Congregazione della SS. Annunziata.Nel registro della Confraternita, in un post scriptum sulla copia della regola rilasciata a Napoli nel 1833, leggiamo "la Chiesa di S. Caterina viene dichiarata Basilica come da Breve Apostolico si rileva". Il Breve cui si fa riferimento è una Bolla Papale del 19 dicembre 1795, sotto il pontificato di Pio VI. Questo fatto comportava anche la concessione dell'indulgenza plenaria per tutti i membri della Confraternita e per quanti visitavano la chiesa dal tramonto del Sabato Santo fino al calar del sole nel giorno di Pasqua di ogni anno.
I documenti conservati nell'Archivio Comunale fanno ipotizzare che i locali sottostanti la chiesa ospitarono una taverna, un locale di pubblica utilità in cui si vendeva pane, olio, vino e sarde.
Al corpo centrale venne aggiunta, nel 1837, la navata di destra e venne aperta l'attuale porta di ingresso. Gli arredi interni, la croce, le carteglorie e l'organo sono datate tra il 1845 e il 1848, il coro è del 1867. La chiesa conserva una statua a mezzobusto dell’Annunziata di Picciano (Matera). Secondo la tradizione, questa venne portata in paese da alcuni pastori transumanti direttamente dal santuario lucano.
Chiesa della Madonna delle Grazie
Al di fuori del centro storico, nella porzione sud-occidentale del paese, verso la strada che scende a Villa S. Lucia degli Abruzzi, si trova la Chiesa della Madonna delle Grazie.È una piccola costruzione, conservata nella forma originaria, con un paramento murario esterno in pietra calcarea. La facciata, a coronamento orizzontale, è arricchita da un portale in legno a cui si affiancano due finestrelle quadrangolari e un campanile a vela. L’interno è a navata unica e presenta sulla parete di fondo un altare dipinto, dedicato alla Madonna delle Grazie.
In passato, nei periodi di particolare siccità, la chiesa era meta delle “rogazioni”, in occasione delle quali una processione del Clero e dei fedeli, preceduti dalle vergini vestite di bianco, coronate di spine e a piedi nudi, percorreva il paese per implorare l'arrivo della pioggia. Ancora oggi nel mese di maggio l’edificio è molto frequentato dai fedeli. Il 14 agosto inoltre, è meta della suggestiva processione serale dell’Assunta, alla quale partecipano castellani e turisti recando in mano una candela, per poi assistere alla funzione che viene celebrata nel piazzale antistante.
Chiesa di San Donato Fuori le Mura
La Chiesa di San Donato Fuori le Mura domina Castel del Monte dalla parte più alta. Il culto per il vescovo aretino ha origini molto antiche, che risalgono alla prima metà del IX secolo. Secondo la tradizione i monaci benedettini, dediti anch’essi alla pastorizia e alla transumanza, diffondevano tra le comunità pastorali i miracoli del santo contro l’epilessia.Le strutture portanti della chiesa, riportate nelle forme originarie e liberate dagli interventi barocchi, hanno rivelato una costruzione con lo stesso schema planimetrico della Chiesa di S. Marco Evangelista prima degli ampliamenti quattrocenteschi. L’interno è a navata unica con le pareti laterali articolate in diversi ambienti. La copertura è a botte e la zona absidale si conclude con un altare di buona fattura con al centro una statua lignea del santo.













